rss feed vivere vimercate
Cenni storici

Una cittą, una storia

 

DUEMILA ANNI di STORIA

In base ai reperti archeologici rinvenuti in città e nelle sue immediate vicinanze, l'origine di Vimercate si fa risalire all'epoca celtica. Il suo nome è invece di origine romana: Vicus Mercati. Questo, infatti, era il luogo di inontro di alcune rotte commerciali che attraversavano l'Italia settentrionale, nonché centro di mercati. La certezza della presenza di un insediamento di epoca romana a Vimercate è data dal ritrovamento di diverse are,
tombe patrizie, lapidi e monete nel sottosuolo della nostra città.
Anche il ponte di San Rocco è di epoca romana, con le sue arcate del III sec. d.C.. Era originariamente posto sulla strada che conduceva da Milano al guado di Trezzo sull'Adda ed inseriva in questo modo il villaggio nei percorsi mercantili, come prova il toponimo Vicus Mercati, ossia, il villaggio del mercato.

La vocazione economica, agricola e commerciale, segnò tutta la storia di Vimercate, anche dopo la caduta dell'Impero Romano. Dominata in successione dai Longobardi e dai Carolingi, divenne nel Medioevo residenza di feudatari e sede del Podestà. In un documento di questa epoca viene citata la Chiesa di Santo Stefano come organismo sia religioso sia amministrativo a capo della Pieve di Vimercate, che organizzò la vita sociale, economica e religiosa del vimercatese.

La vita di corte di Vimercate è testimoniata in alcuni dipinti e testi risalenti all'epoca comunale e rinascimentale. Il noto pittore Gian Giacomo Caprotti (1480-1534), noto come il "Salaino" nonché allievo predilette di Leonardo da Vinci, nacque ad Oreno.

Tra il XVI ed il XIX secolo, Vimercate fu scelta come località di villeggiatura di molte famiglie patrizie di Milano. A testimonianza di ciò, rimangono la Villa Borromeo e la Villa Gallarati Scotti ad Oreno, la Villa Sottocasa nel centro storico, la Villa Melzi-Meli Lupi di Soragna nel sud della città e Palazzo Trotti.

La prima metà del Seicento fu segnata da carestie e pestilenze, ma la seconda parte fu caratterizzata da una ripresa economica e costruttiva: venne edificato il Santuario della Beata Vergine, per custodirvi la statua che avrebbe miracolosamente fatto cessare la peste.

Nell'epoca napoleonica si cominciò ad allevare il baco da seta, che darà poi l'avvio agli insediamenti delle industrie tessili nella zona, attive fino alla metà del XX secolo.

Negli ultimi decenni dell'Ottocento funrono realizzate le due linee tranviarie che collegarono Vimercate a Milano (nel 1880) e nel 1890 la linea Monza-Trezzo-Bergamo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale si sviluppò anche a Vimercate la Resistenza, con la presenza di partigiani del 103° distaccamento delle Brigate Garibaldi, sotto il comando di Rota. Da ricordare che il distaccamento arrestò il segretario del Partito Fascista Roberto Farinacci, che qui fu poi processato e giustiziato.

Negli Anni '50 si insediarono sul territorio numerose industrie manifatturiere, tra cui la Bassetti e, negli Anni '60 la Telettra e la IBM. Questo contribuì all'incremento dei flussi migratori verso Vimercate, sia dal Sud Italia sia dalla Lombardia.

Questa situazione sociale produsse o consolidò nuovi servizi qualificati per i cittadini, tra cui la costruzione del Centro Scolastico Omnicompresivo, l'edificazione del monoblocco ospedaliero, lo sviluppo dei servizi culturali e la costruzione del sistema bibliotecario intercomunale.
La città venne inoltre collegata al prolungamento della Tangenziale Est di Milano.

Nell'ultimo decennio del XX sec. l'importanza cruciale del terziario ha dato vita al quartiere Torri Bianche e ad interventi di riqualificazione del Centro Storico.

Fonti:
  • Comune di Vimercate
  • Mirabilia Vicomercati (www.mirabiliavicomercati.org)